Terapie

Medicina Tradizionale Cinese


La medicina cinese affonda le sue radici nei primordi di una grande cultura e una antica civiltà: le teorie dello Yin e dello Yang, dei cinque movimenti, dell’energia che permettono di comprendere l’universo e la sua evoluzione si sono sviluppati nel corso dei due millenni precedenti l’era cristiana.

La medicina cinese ha, infatti, una delle sue fonti profonde nel taoismo che raccomandava specifici metodi di mantenimento dell’energia vitale: principi di dietetica, esercizi respiratori e ginnici e pratiche sessuali erano indicati come vie per raggiungere l’immortalità, o più prosaicamente ritardare l’invecchiamento. I taoisti pensavano che tutti i problemi e le difficoltà dell’uomo, venissero da deformazioni, da blocchi e da sovrapposizioni inutili, imposte dalla cultura. La loro vita, semplice, era basata sui ritmi della natura: alternanza dell’inverno con l’estate, imitazione dei movimenti dei cinque animali, vita libera e gioiosa, principi atti alla fusione nel grande Tutto. Le principali idee filosofiche della medicina cinese sono già là: Tao, Yin e Yang, Cinque Movimenti.

La medicina cinese si è sviluppata e adattata seguendo la storia umana ma il suo obiettivo fondamentale è rimasto lo stesso: l’uomo non deve dominare la natura, ma al contrario attraverso una simbiosi sottile se ne deve rendere complice. Ecco perché il terapista di medicina cinese, si informerà sulle abitudini quotidiane della persona (dove vive, la sua alimentazione, il suo lavoro, la qualità del suo sonno, le sue emozioni) e consiglierà un comportamento conforme a regole naturali.

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Certo il ruolo del terapista cinese non si limita a questo. Come in tutte le medicine, analizza le disfunzioni e le insufficienze, per porvi rimedio. Utilizza a tal fine diversi strumenti o metodi: agopuntura, farmacopea, massaggio, esercizi fisici (Qi Gong), interventi di tipo psicologico, dietetica.
Le tecniche sono scelte in rapporto alla patologia del paziente. Il terapeuta di medicina cinese, rigoroso nei suoi metodi di investigazione non trascura la classificazione delle affezioni e, in ultimo, stila un bilancio energetico del paziente. La sindrome, nel senso della condizione del malato nel preciso momento della consultazione, gli permette di giungere a una diagnosi. È da questo momento che sceglie l’una o l’altra tecnica terapeutica.

La medicina tradizionale cinese, che insiste sull’importanza di collocare l’uomo al centro del suo ambiente, si confronta, oggi più che nel passato, con lo sviluppo della medicina scientifica occidentale. I due sistemi terapeutici sono totalmente differenti. Tuttavia, nella pratica clinica, l’utilizzazione congiunta delle due medicine dà dei risultati molto soddisfacenti: l’esperienza mostra che ognuno dei due approcci può dare luogo a indicazioni “personalizzate” ma non esclusive. In effetti la medicina scientifica moderna mostra delle insufficienze che l’approccio cinese sembra colmare (le malattie degenerative, la presa a carico del malato, la prevenzione in senso esteso). Parallelamente, la pratica della medicina cinese oggi è difficile da concepire senza una parte delle conoscenze mediche moderne di anatomia, fisiologia, diagnostica, igiene.